“Ordine dei Santi Francesco e Caterina

Patroni d’Italia” (O.S.P.I.)

 


 ”Gli ordini cavallereschi sono stati e sono l’espressione visibile e tangibile dei più alti fra i sentimenti che possono albergare nell’animo umano: fortezza, spirito di sacrificio, valentìa, fedeltà all’idea e alla parola data sino alla morte, ed oltre “ (Gabriele D’Annunzio)

 

 

1. Cronologia essenziale dell’Ordine:

 

 

11 febbraio 1929:     Concordato Italia - Santa Sede.

18 giugno 1939:       Con suo breve datato 18 giugno, il Papa Pio XII dichiarava i Santi Francesco d'Assisi e Caterina

                               da Siena Patroni d'Italia.

11 febbraio 1945:     Istituzione dell’Ordine.

11 febbraio 1997:     Rinnovazione dell’Ordine.

 

 

2. Sviluppo:

 

 

L’Ordine dei santi Francesco e Caterina Patroni d’Italia è di collazione diretta del Capitolo dell’Ordine che è rappresentato nel Gran Consiglio.

 

Fu istituito l’11 febbraio 1945 a Salò, 16^ ricorrenza del Concilio tra Italia e Santa Sede.

L’Ordine fu intitolato ai Santi Francesco d'Assisi e Caterina da Siena dichiarati Patroni d'Italia da Sua Santità il Papa Pio XII con breve datato 18 giugno 1939.

 

Mai soppresso, l’Ordine fu rinnovato nei suoi Statuti l’11 febbraio 1997 dall’ultimogenito del fondatore, il maestro Romano MUSSOLINI, nella sua qualità di III Capo e Gran Cancelliere dell’Ordine, con atto del 17 dicembre 1997 e relativo deposito notarile registrato, ne cura la tradizione e la sopravvivenza al fine di non disperdere i contenuti di tradizione e storicità.

 

Quale istituzione cavalleresca di onore e di merito con finalità eminentemente onorifiche, religiose e benefiche, opera in ambito internazionale quale “Ordine Cavalleresco non nazionale” capitolare ed indipendente, è di colazione proprio del Capitolo dell’ordine denominato Gran Consiglio.

 

Fondato in un contesto storico connotato da forti ideologie, è oggi assolutamente estraneo ed indipendente da qualsiasi movimento politico; riallaccia le sue tradizioni, come è intuitivo dal nome, a quelle trascendenti cristiane, ecumeniche e romane.

 

Il Capo e Gran Cancelliere ha competenza assoluta sull’elaborazione e sulla decretazione di Statuto e Regolamenti e sull’operatività dell’Ordine.

In virtù di tali poteri, in atto il Capo dell’Ordine non ha ancora deciso sulla piena operatività dello stesso a causa principalmente dei pressanti impegni lavorativi in quanto noto musicista jazz di fama internazionale.

 

Gli insigniti avranno facoltà di fare uso delle decorazioni connesse con il proprio grado, che hanno carattere di alta benemerenza, subordinando ovviamente tale facoltà alle leggi positive cogenti nello Stato sovrano di cui si è rispettivamente cittadini.

In Italia ad esempio, in mancanza di autorizzazione da parte del Capo dello Stato, l’uso è limitato “nei rapporti privati in pubblico” e deve essere comunque accompagnato sempre dal grado ovvero dalla specie e qualità dell’ordine cavalleresco salvo riuscire ad ottenere l’autorizzazione per un uso ufficiale più completo.

(Sentenza della Corte di Cassazione – Sezione III del 23 aprile 1959).

 

Nello Statuto del 1997 è prevista le revoca d’Ufficio di tutte le nomine già effettuate a chiunque di qualsiasi nazionalità che, anche in occasione di conflitti bellici, si sia macchiato di razzismo, genocidio e comunque di reati contro lo Stato o l’Umanità.

 

Il legame con lo Stato sovrano nel quale si è generato, rimane esclusivamente in quanto collegamento con la sovranità espressa, in modo pieno ed assoluto, dal suo capo fondatore. Come già detto, trattasi di un ordine cavalleresco Cristiano Cattolico Apostolico Romano con obiettivi precipuamente ecumenici con l’anelito dell’unità delle Chiese cristiane e diretti alla realizzazione di opere di beneficenza in ogni parte del mondo.

L’ordine fa suoi i principi enunciati nella “Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo” (O.N.U. 1948) e nel rispetto delle Leggi di diritto positivo si propone, tra l’altro, di:
a) svolgere e propagandare la parola del Signore divulgando anche i valori della legalità, libertà, democrazia, giustizia e non violenza,
b) realizzare opere di carità, beneficenza e pie, anche con la gestione diretta od indiretta di servizi di pubblica assistenza, poliambulatori e con ogni altra iniziativa utile a tale scopo,
c) riconoscere a chi ha acquisito particolari benemerenze verso la soddisfazione dei fini statutari, il senso dell’alto riconoscimento che si concretizza con l’ammissione all’ordine.

 

 

3. Bibliografia essenziale:

 

GIARAMITA Antonino,

Gli Ordini Cavallereschi dell'Aquila Romana e dei Santi Patroni d'Italia

Genova, 2002.

 

  Sacra Militia , "Rivista di storia degli Ordini militari”. Name edizioni. Genova, 2000.

 “Ordini cavallereschi, araldica, simbologia”, diretta dal Prof. Franco Cardini, editrice www.name.it

 

GIULIANI don Franco,

Opere, 8 voll.” Montenero in Sabina, 1998.

 

PELLICCIONI DI POLI Luciano,

Gli Ordini Cavallereschi di uso legittimo in Italia”. Roma, 1991.

 

 

 

4. Antiche Lettere Patenti: